Integrazione funzionale

  • E’ un incontro individuale caratterizzato dal dialogo non verbale che avviene attraverso il contatto rispettoso e non invasivo delle mani dell‘insegnante.
  • Un modo protetto per entrare in contatto con la propria organizzazione e permettere al sistema nervoso di riconoscere i movimenti che hanno alterato le funzioni, creando lesioni e dolori, e riscoprire il movimento organico, funzionale, facile.
  • Per organizzazione intendo l’insieme complesso di gesti e relazioni, di come la persona si vive nel movimento, della percezione che ha della propria capacità  di interagire con lo spazio nel quale si muove

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Nella mia pratica di Integrazione Funzionale, negli anni, ho approfondito alcune situazioni disfunzionali.

Quando una persona mi contatta, solitamente, ha già provato diverse strade, dalle più convenzionali a quelle che rientrano nella sfera”non convenzionale”. 

Il mio interesse è cominciare ad entrare in contatto con la persona e comprenderne l’organizzazione.

Per organizzazione intendo l’insieme complesso di gesti e relazioni, di come la persona si percepisce nel movimento, della percezione che ha della propria capacità  di interagire con lo spazio nel quale si muove. Spesso risulta evidente che la parte che comunica disagio è quella che riceve maggiori sollecitazioni e si trova ad agire in completo  isolamento, ossia è “funzionalmente isolata”, non integrata, con  il resto del corpo.

Per esempio, non è un pensiero comune che la nostra colonna vertebrale sia un “organismo” che comprende il bacino e la testa, estremità pesanti che ne determinano forza e direzione. Estremità che, nella funzionalità economica ed organica sviluppatasi nell’evoluzione del movimento umano, sono profondamente in relazione.

La grande complessità di movimenti differenziabili che i gesti della nostra quotidianità ci portano ad organizzare, ci allontanano sempre di più da un’immagine di noi organica e potente.

Esempio: la maggior parte delle persone passa ore seduta davanti ad uno schermo, senza avere la minima consapevolezza della propria seduta, dell’appoggio degli ischi, dei piedi a terra, della propria colonna sostenuta dalla base, bacino, senza sentire la profonda relazione tra la testa, pesante e il torace. Passa ore a fare movimenti relativamente piccoli con occhi, testa e mano.

Quando si alza “si sente a pezzi” e questa è l’unica percezione realistica che può avere di sé, perché per ore ha sviluppato un uso disorganico di sé, ha coltivato e costruito un’immagine di parti isolate, alcune eccessivamente attive, altre congelate in tensioni di “sostegno” al piccolo movimento.

E’  mia attenzione favorire nella persona lo sviluppo della consapevolezza, della grande diversità di tensioni e mobilità presenti nel corpo e, gradualmente, arrivare a percepire il proprio corpo come spazio unico ed organico, sentire i luoghi dove organizzare la forza, il sostegno, come riconoscere il bisogno di sospendere e riposarsi da alcuni movimenti, come sentire le profonde relazioni che dal movimento delle dita delle mani si diffondono in tutto il corpo. Poco alla volta fornirgli gli strumenti per riorganizzare il proprio spazio interno e affrontare le attività, anche alienanti, con più risorse e sensibilità.

Gli insegnanti di Metodo Feldenkrais® portano grande attenzione allo spazio del torace, nell’immagine comune è forse tra le parti più oscure, silenti.
La maggior parte delle persone accusa limiti di movimento nella zona cervicale, lombare, forti limiti alla articolazione tra braccia e spalle. E’ illuminante osservare come queste zone siano perimetrali al torace, ed è grande la differenza che si crea, nella qualità del movimento, quando il torace comincia o torna, a far parte del movimento, quando le braccia si percepiscono collegate a scapole che scivolano su un torace mobile come una fisarmonica. La testa si alleggerisce quando il torace diventa il suo sostegno e il collo, funzionalmente, diventa più “lungo” e coinvolge parte del torace.

La zona lombare allenta le proprie tensioni quando i grandi movimenti che ci permette non si esauriscono in poche vertebre ma si distribuiscono su una porzione sempre più ampia e differenziabile di colonna.

Un’altra disfunzione che spesso le persone mi portano sono i problemi alle ginocchia.
Premetto che io ho una grande passione per la montagna e che amo muovermi su ogni tipo di terreno. Questa mia attività stimola costantemente l’osservazione delle tante, complesse relazioni tra la mobilità del piede, le grandi articolazioni ( caviglie, ginocchia e anche), e l’organismo colonna vertebrale, dal bacino alla testa.

Sembrerà impossibile ma la maggior parte delle persone non ha piena percezione degli effetti e delle risorse che attiva dal piede che spinge a terra e come questa consapevolezza cambia radicalmente l’organizzazione del movimento.

Nel prendere in carico una persona, il mio progetto è quello di fare affiorare alla mia attenzione e alla consapevolezza della persona le relazioni che caratterizzano il suo movimento e percepire le altre possibilità e risorse che può trovare dentro di sé. Questo primo passo di consapevolezza porta la persona a poter partecipare ai corsi di gruppo, di Consapevolezza Attraverso il Movimento, dove l’allievo potrà continuare, con una modalità diversa, il proprio percorso di apprendimento, miglioramento e benessere.

I costi :

Seduta individuale di Integrazione Funzionale : € 50,00
Bambini o ragazzi e per chi segue i miei corsi: € 45,00

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